Natura e necessità della poesia.

Appunti per una poetica.

Oggi, nel nostro spazio storico, nello spazio della crisi contemporanea, assistiamo alla formazione di gruppi sociali, di classi diverse, e all’allargamento dei protagonisti consapevoli della vita sociale.

Di fronte a questo si ha la percezione storica di un’eccedenza incontenibile nelle regole che abbiamo ereditato, così come è incontenibile in una sola ragione e in un solo linguaggio.

Quindi è con questi soggetti sociali, con queste nuove classi, con questi gruppi e con i bisogni determinati di cui essi sono portatori che dobbiamo relazionarci. Dobbiamo produrre nuove forme di razionalità, nuovi linguaggi in cui proprio ciò che appare distruttivo agli statuti dominanti possa esprimersi e rappresentarsi. In una parola fare prima di tutto chiarezza linguistica sulla scena storico-politica in cui ci troviamo ad operare.

Tutto il presente è attraversato dal precario. Per questa ragione il reale è in qualche modo impoverito, perché non c’è rapporto di interazione tra osservatore ed evento. Nella realtà osservatore ed evento proseguono ognuno per la sua strada. Se c’è interazione tra soggetto ed evento si produce conoscenza.

Se l’interazione produce conoscenza produce anche ciò che comunemente si nomina come immaginario. L’immaginario è radicato nell’esistente come esperienza storica e può divenire promotore di progetti in quanto promotore di interazioni. Ogni progetto ha per sua natura e scopo l’interazione, processo vitale per la conoscenza stessa. Il luogo del rapporto di interazione tra soggetto e realtà è il linguaggio. Poetico, musicale, filosofico, visivo ecc. Il linguaggio è il protagonista di questo progetto.

La conoscenza si muove con il linguaggio così come il linguaggio definisce e sposta la conoscenza stessa. Si deduce da Wittgenstein che in quasi tutti i casi il significato di quella sequenza linguistica che chiamiamo “poesia” sta nel suo uso di relazione.

Il linguaggio poetico ha saputo affrontare ardui problemi del pensiero e della vita: questo lo vogliamo documentare senza fare distinzioni di genere. Accogliere testi poetici brevi, purché espressione di un valido impegno formale e documentare anche materiali poetici di diversa natura e di più grande ampiezza. Osservare le manifestazioni della poesia nei luoghi, negli ambienti e nel tempo in cui si manifesta. Farsi carico della precarietà e della trasmissibilità dei linguaggi.

L’impiego del linguaggio, da cui dipende il significato, consiste in un insieme di attività multiformi e intrecciantisi sia reciprocamente, sia con altri tipi di attività sociale e non è necessario cercare un’essenza comune, né privilegiarne una come primaria. Il carattere pragmatico del linguaggio emerge come risposta radicale al problema delle funzioni: la richiesta tradizionale di una distinzione tra usi culturali e usi pratici viene rovesciata. In quel luogo di azioni linguistiche che è la poesia l’interazione con la realtà è necessaria e possibile. Perché la poesia ha bisogno di corpo e lingua. Lingua come centro prezioso delle interazioni.

La poesia come attività etica e pratica di responsabilità. Come una delle risorse umane più autentiche e preziose, diffusa nei comportamenti e negli atti, negli stili di vita e nelle opere di ogni strato sociale. È questa l’intenzione e la determinazione con cui si intende avviare e portare avanti il progetto.

Produzione di documentari radiofonici che raccontano la molteplicità della realtà in continua trasformazione, le pieghe meno frequentate del sociale, le nuove articolazioni multiculturali diffuse nel nostro paese con linguaggi, storie, sensibilità diverse. Tracciare mappe e percorsi creando un prezioso archivio di voci della realtà contemporanea.

Suscitare attenzione alla qualità poetica (etica ed estetica insieme) dell’esistente nelle sue forme e manifestazioni quotidiane ad ogni livello. Fare del linguaggio poetico una sorta di anello di congiunzione tra attività, aspirazioni, intenzioni tra i diversi strati e classi sociali. Solo attraverso il linguaggio può crearsi interazione.

Essere presenti dove accade qualcosa che abbia nella forma e nel proponimento una dimensione poetica o lirica, musicale o filosofica, a testimoniare, a raccogliere e diffondere nelle forme e con i mezzi che oggi la tecnologia permette. Dopo qualche millennio è possibile nuovamente una diffusione orale della cultura attraverso gli strumenti di registrazione e diffusione. Mettere questo a disposizione del sociale, dei suoi problemi e delle sue voci da far conoscere, con un’attenzione precisa ai territori come opere da salvare, siti da bonificare o da salvaguardare.

Attenzione alle proposte innovative, alla trasformazione dei linguaggi, al loro articolarsi all’interno delle comunità metropolitane, che la chiave poetica diventi chiave interpretativa del reale e dei suoi problemi. Valorizzare il nuovo e ripercorrere l’esperienza del già accaduto con sguardo critico.

Noi siamo il frutto delle nostre parole. Esse una volta scritte ci spiegano qualcosa di noi. Ignoriamo la nostra essenza prima di vederla su una pagina. Essendo un’esperienza dell’intero essere la poesia è un’esperienza totale, coinvolge ogni stagione della vita. Il passato non è meno imprevedibile di ciò che avverrà (Milo De Angelis). Comunque abitiamo il presente. Costruiamo il presente.

Raccontare opere, la loro genesi, la storia ed il valore espressivo. La poesia delle cose, che solo i poeti sanno tradurre in parole, musica, immagini. La poesia ha un compito: mostrare ciò che di sconosciuto vive nel pieno dell’evidenza e della più quotidiana parentela. Viaggiare nella poesia è viaggiare nella necessità.

Esplorazione di siti, riviste, pubblicazioni che mostrano attenzione alla dimensione poetica (quando diciamo poetica intendiamo etica ed estetica insieme, che riguarda tutte le manifestazioni della creatività artistica), selezionando le presenze e le testimonianze con traduzioni da lingue altre e creando archivi in podcast.

Promozione di rassegne poetiche con pubblicazioni cartacee e diffusione in radio e in podcast. La radio come cuore di tutto il progetto, intorno a cui si muove e si articola tutta l’attività di ricerca e documentazione, per esprimere la rivelazione dell’essere attraverso la parola e la musica al di là del concetto e della ragione.

Marcello Sambati